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Biografia

LUCIANO PAVAROTTI
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Penso che una vita spesa per la musica sia una vita spesa in bellezza ed è a ciò che io ho consacrato la mia vita.

Luciano Pavarotti

Un lungo percorso artistico ha condotto Luciano Pavarotti sui palcoscenici dei teatri più prestigiosi dell’Italia e del mondo. Un’attività mai interrotta e una dedizione totale al suo lavoro hanno trasformato il tenore più famoso di Modena in un ambasciatore del ‘bel canto’ e della cultura italiana nel mondo.

La musica è stata la passione e l’ossessione di più cara del Maestro Pavarotti per oltre quaranta anni ed egli è riuscito a cambiare il volto della lirica per sempre. Il Maestro ha portato l’opera a platee sconfinate, costituite non solo da melomani, ed è riuscito a spalancare le porte dei teatri tradizionali ad un nuovo e vasto pubblico.

Ha compiuto innumerevoli apparizioni in televisione, esibendosi in concerti all’aperto, negli stadi e arene: una carriera eclettica che ha toccato corde molto diverse nel mondo della musica. Questo successo fu dovuto a due elementi fondamentali: prima di tutto, la sua voce straordinariamente potente con il suo timbro meravigliosamente unico, e in secondo luogo, l’eccezionalità della sua grande e radiosa personalità.

Pavarotti probabilmente aveva il canto nel sangue. Nato a Modena, aveva mosso i primi passi della sua carriera nel coro della città natale. Fu suo padre, un fan dell’opera e un tenore nel coro del Teatro Comunale, che lo introdusse alla musica.
Il giovane Pavarotti e il genitore, insieme alla corale Gioachino Rossini, effettuarono una trasferta in Galles per partecipare al concorso internazionale di canto di Llangollen, dove ottennero il primo premio. Questo evento incendiò le ambizioni musicali del giovane Pavarotti, facendogli sognare una carriera da tenore.
Iniziò i suoi studi con Arrigo Pola e poi con Ettore Campogalliani. Le lezioni erano frequenti e intense e Luciano spesso vi partecipava con la sua amica e compagna di studi Mirella Freni.
Il primo successo di Luciano Pavarotti arrivò nel 1961 quando vinse il Concorso Internazionale “Achille Peri”, seguito dal suo primo ruolo in un’opera importante.
Fece il suo debutto il 29 aprile di quell’anno, a Reggio Emilia, vestendo i panni di Rodolfo ne La Bohème. Una performance che incantò il pubblico e la critica e a cui seguirono in breve tempo molte altre performance in teatri importanti.
Ma il 1961 fu anche l’anno della sua prima esibizione all’estero, in La Traviata, con Virginia Zeani, a Belgrado. Ha poi continuato a lavorare con la Zeani di nuovo nel 1963 in Lucia di Lammermoor ad Amsterdam.
Fu un anno fortunato per Luciano Pavarotti poichè cantò a Vienna e Zurigo e poi ancora una volta nella parte di Rodolfo alla Royal Opera, Covent Garden di Londra, dove sostituì un indisposto Giuseppe di Stefano, offrendo una performance che gli valse la sua vera consacrazione internazionale.
Sempre in quello stesso anno, si esibì in Spagna, Polonia, Ungheria e Cecoslovacchia.
Il 1965 fu l’anno del suo debutto al Teatro alla Scala di Milano, sotto la guida del direttore Herbert von Karajan, al fianco di Mirella Freni.
Nel 1966 tornò a Milano per cantare Rigoletto, La Bohème, il Requiem di Verdi (ancora diretto da von Karajan), nonchè una nuova versione de I Capuleti ei Montecchi di Bellini, con direttore d’orchestra Claudio Abbado.

Per gli americani di oggi “opera” è ancora sinonimo di Luciano Pavarotti. Fin dall’inizio gli Stati Uniti avevano accolto il tenore a braccia aperte e con grande entusiasmo. Dall’altro lato dell’Atlantico, Luciano Pavarotti diventò un simbolo e un emblema della cultura e dello stile italiano. Apprezzato per la sua splendida voce e la sua grande personalità, il tenore modenese ebbe un’influenza fondamentale nel forgiare l’immagine forte e positiva dell’Italia che in quegli anni si stava sviluppando.
Pavarotti debuttò negli Stati Uniti nel febbraio 1965, a Miami, esibendosi in Lucia di Lammermoor con Joan Sutherland, il famoso soprano australiano che poi lo invitò ad accompagnarla nel suo tour di sei settimane in Australia. Nel 1967 Pavarotti tornò in America, questa volta per debutto al Teatro dell’Opera di San Francisco de La Bohème insieme a Mirella Freni; da lì in poi furono numerose le occasioni in cui ritornò, ad esempio per interpretare Luisa Miller, Un ballo in maschera, Aida, La Gioconda , La Favorita e Turandot.
Fu, tuttavia, con il Metropolitan Opera House di New York che il tenore stabilì un rapporto particolarmente privilegiato. Quella fu la culla ove nacque il fenomeno americano “Pavarotti”, e ove il tenore celebrò il trentesimo anniversario del suo debutto nella Grande Mela (22 novembre 1998) con una grande serata di gala. Il tenore calcò le scene al Metropolitan Opera per interpretare Rodolfo per la prima volta nel 1968, tornando poi nel 1970 per Lucia di Lammermoor, La Traviata e poi per interpretare Rodolfo ancora una volta.
Il pubblico del Metropolitan Opera potè apprezzare il tenore in numerosissime occasioni, tra cui la strabiliante performance del 17 febbraio 1972 con Joan Sutherland ne La Figlia del Reggimento di Donizetti: quando il tenore raggiunse la fine del l’aria con i famosi nove Do di petto, il teatro esplose in una lunghissisma e calorosissima standing ovation, come mai si era verificato nella storia di quel teatro.

Luciano Pavarotti ha svolto il ruolo di primo piano in diversi importanti eventi e manifestazioni celebrative.
Il 1967 fu l’anno delle celebrazioni per il centenario della nascita di Arturo Toscanini, e il tenore fu invitato a rendere omaggio al grande direttore d’orchestra in due occasioni: al teatro alla Scala di Milano, sotto la direzione di Herbert von Karajan, si esibì nella Messa da Requiem di Giuseppe Verdi e, successivamente, al Teatro Comunale di Firenze, diretto da Claudio Abbado.
Nel 1973 ha cantato in un omaggio a Enrico Caruso al Teatro San Carlo di Napoli, diretto da Oliviero de Fabritiis.
Nel 1986, ha cantato Aida per aprire la stagione alla Scala, offrendo una performance così straordinaria che l’indomani Il Corriere della Sera titolò a tutta pagina “Celeste Luciano”.
Pavarotti ha cantato con Mirella Freni di nuovo per celebrare il centenario de La Bohème, tenutosi a Torino, la prima città al mondo in cui è stata eseguita l’opera. Le celebrazioni furono trasmesse in diretta in tutta Europa.
Nel 2000 ha cantato in occasione del centenario di Tosca al Teatro dell’Opera di Roma (lo stesso teatro che ha ospitato la prima rappresentazione del melodramma di Puccini), sotto la bacchetta di Placido Domingo e con la regia di Franco Zeffirelli.

I teatri erano probabilmente troppo piccoli per ospitare le enormi masse che volevano assistere alle performance di Pavarotti.
Le sue apparizioni hanno ottenuto il sold Out in arene come il Madison Square Garden di New York, lo stadio di Wembley di Londra, lo Stadio Olimpico di Berlino, l’Hollywood Bowl, lo Stadio Olimpico di Barcellona, l’anfiteatro romano di Orange, l’Arena di Verona e molti, molti altri ancora.
Folle enormi scoppiavano in applausi fragorosi, sopraffatte dall’emozione e trasformando i concerti all’aperto di Pavarotti in eventi semplicemente spettacolari.
Per citare solo alcuni esempi: il tenore incantò un pubblico di oltre 250.000 persone, comprese le Altezze Reali il Principe e la Principessa di Galles, nel concerto tenutosi nel 1991 all’ Hyde Park a Londra. Uno spettacolo che è diventato uno degli eventi mediatici più importanti di tutti i tempi; trasmesso in diretta, ha raggiunto i televisori nelle case di tutta Europa e degli Stati Uniti.
Quella fu una delle platee più grandi riunitesi per ascoltare Pavarotti, ma nel 1993, il successo della manifestazione di Londra fu riconfermato e addirittura superato da un’altra performance straordinaria: questa volta la location era il Central Park di New York, dove 500.000 spettatori si radunarono per vedere il concerto. L’evento fu trasmesso in America dalla rete PBS e seguito da milioni di spettatori in Europa.

Nel corso della sua lunga carriera Luciano Pavarotti ha sempre cercato e sperimentato nuove forme di spettacolo e di idee per fare apprezzare l’opera a platee sempre più vaste.
Fulgidi esempi di questo suo atteggiamento di grande apertura sono stati gli straordinari concerti de I Tre Tenori con i suoi colleghi José Carreras e Placido Domingo.
Diretti dal Maestro Zubin Mehta, i tre artisti si sono ritrovati per due volte in occasione della finale della Coppa del Mondo di calcio, la prima volta nel 1990 alle Terme di Caracalla a Roma, e poi di nuovo nel 1994 al Dodger Stadium di Los Angeles.
Fu una incredibile fusione di voci che hanno ottenuto un successo inimmaginabile in un tour mondiale che ha portato i Tre Tenori, diretti da James Levine, negli Stati Uniti, Giappone ed Europa.
Il sodalizio artistico è proseguito negli anni: ad esempio, i tre colleghi sono stati accolti da un mare di spettatori quando si sono esibiti sugli Champs du Mars, ai piedi della Torre Eiffel, per la Coppa del Mondo a Parigi; e poi di nuovo anche Vienna per uno speciale concerto di Natale nonché all’interno della Città Proibita di Pechino.

Da grande comunicatore e protagonista di molti eventi mediatici, Luciano Pavarotti non poteva ignorare l’importanza della televisione nella sua carriera artistica.
La sua prima performance televisiva risale al 1958 (RAI, Tele Modena show), ma la sua apparizione più importante è stata nel marzo 1977, quando ha vestito i panni di Rodolfo ne la Bohème nel programma televisivo trasmesso in prima assoluta in diretta dal Metropolitan di New York. Successivamente, è stato protagonista di una serie di edizioni del Live from the Met, con opere tra cui I Lombardi, I Pagliacci, Andrea Chénier, Turandot, Aida e molte altre ancora.
Ha utilizzato il mezzo televisivo per trasmettere i suoi concerti in tutto il mondo, dall’Europa e dall’America. La produzione di Aida alla Scala è stata trasmessa in tutta Europa, mentre in Cina la sua performance de La Bohème è stata vista da ben 250 milioni di telespettatori.

La grande professionalità e l’esperienza acquisita nel corso della lunga carriera avevano reso Luciano Pavarotti una guida preziosa per i giovani talenti desiderosi di intraprendere la carriera dell’opera.
In moltissime occasioni, il Maestro di Modena era sempre stato più che disponibile a fornire indicazioni e consigli, attingendo dalla propria personale esperienza, in quanto egli sosteneva che il futuro dell’opera fosse tutto nelle mani delle generazioni a venire. Non era raro trovarlo a fare audizioni per giovani talenti, giungendo ad esibirsi al loro fianco, per dargli risalto e visibilità.
Dal 1982 Pavarotti aveva organizzato un concorso internazionale per giovani cantanti. Nel suo 25° anniversario di carriera, i vincitori del concorso italiano poterono esibirsi ne La Bohème in serate di gala a Modena e a Genova e persino durante la storica visita del tenore a Pechino. Il Maestro tenne corsi per gli studenti del conservatorio di Pechino e, alla fine del viaggio, presentò il primo concerto in Cina, davanti a decine di migliaia di persone. Il concerto si tenne nella People’s Great Hall, che per la prima volta nella sua storia accoglieva al suo interno uno spettacolo e non una manifestazione politica.
I master-classes tenuti dal Maestro Pavarotti presso la Juilliard School di New York furono trasmessi dalla rete televisiva PBS.

Fama e successo non hanno mai scalfito la generosità del tenore o indebolito le sue attitudini filantropiche. Pavarotti è stato l’organizzatore di una serie di iniziative di beneficenza a favore di bambini in difficoltà in molti Paesi del mondo.
Dal 1992 al 2003 Luciano Pavarotti ha prodotto un evento speciale nella sua città natale: il concerto Pavarotti & Friends. Riunendo insieme artisti appartenenti a generi musicali diversi, il tenore ha mescolato la sua voce a quella dei più importanti nomi del rock, pop e jazz, tra cui Bryan Adams, Anastacia, Jon Bon Jovi, James Brown, George Benson, Bono e The Edge degli U2, Mariah Carey, Tracy Chapman, The Chieftains, Eric Clapton, Joe Cocker, Natalie Cole, The Corrs, Sheryl Crow, Lucio Dalla, Celine Dion, Brian Eno, Gloria Estefan, The Eurythmics, Bob Geldof, Enrique Iglesias, Elton John, Grace Jones, Tom Jones, BB King, Ricky Martin, John MacCluchlin, Meat Loaf, George Michael, Liza Minnelli, Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Lionel Richie, Spice Girls, Sting, Barry White, Stevie Wonder e Zucchero. Questi eventi hanno raccolto milioni di dollari per portare assistenza medica e per finanziare progetti socio-educativi in Bosnia, Cambogia, kosovo, Guatemala, Liberia, Tibet nonché per i rifugiati afghani, angolani e per i profughi iracheni.

Il numero di artisti con cui ha lavorato Luciano Pavarotti e i palcoscenici su cui si è esibito sono innumerevoli, non stimabili. I suoi acclamati tour lo hanno portato in tutti i Paesi dell’Europa e delle Americhe, così come in Estremo Oriente, Australia, Medio Oriente e Sud Africa.
Ha lavorato con alcuni dei direttori più importanti, da Tullio Serafin, che lo ha condotto in alcune delle sue prime esecuzioni di Rigoletto a Palermo, a Herbert von Karajan, Claudio Abbado, Carlo Maria Giulini, Sir George Solti, Carlos Kleiber, Leonard Bernstein, Lorin Maazel, Seiji Ozawa, Eugene Ormandy, Zubin Mehta, Riccardo Muti, James Levine, Gianandrea Gavazzeni, Daniel Barenboim, George Pretre, Oliviero de Fabritiis, Bruno Bartoletti, Emerson Buckley, Peter Maag, John Pritchard, Riccardo Chailly, Daniel Oren, Giuseppe Patanè, Francesco Molinari Pradelli, Richard Bonynge e molti altri.
Ha cantato in “templi ” internazionale della lirica come il Metropolitan Opera di New York, la Staatsoper di Vienna, il Teatro alla Scala di Milano, la Royal Opera House a Covent Garden di Londra, il Teatro Colón di Buenos Aires, l’Opera a Parigi, i teatri di San Francisco, Chicago, Berlino, Roma, Firenze, Napoli e molti altri in tutto il mondo.
Suoi colleghi sono stati le stelle più gloriose dell’opera del secondo Novecento: Dame Joan Sutherland, Mirella Freni, Leontyne Price, Montserrat Caballè, Kiri Te Kanawa, Magda Olivero, Leonie Rysanek, Shirley Verrett, Fiorenza Cossotto, Sherrill Milnes, Robert Merril, Piero Cappuccili, Placido Domingo , Josè Carreras, Leo Nucci e tanti tanti altri ancora.

Luciano Pavarotti è stato insignito con un numero straordinario di onorificenze internazionali ed ha ricevuto un numero altrettanto ragguardevole di premi, tra cui per citarne alcuni: Commendatore di Gran Croce per la Repubblica Italiana, numerosi Emmy, Gramophone e Grammy Awards (incluso il Grammy Legend Award del 1998), è Ufficiale della Légion d’Honneur, Person of the Year per Musicares, ha ricevuto Lauree ad honorem dal Philadelphia College of Performing Arts, dalle università di Pittsburgh, Oklahoma City, Parma, Urbino, e San Martin di Lima, il premio Ville de Paris (consegnato da Jacques Chirac), il People Choise Award Kammersanger (presentato dal Ministro della Cultura Austriaco). Nel 1998, per celebrare il 30° anniversario dal debutto al Metropolitan Opera House, il sindaco di New York, Rudolph Giuliani ha proclamato per la città il Luciano Pavarotti Day. Sempre nel 1998 Pavarotti è stato nominato Ambasciatore di Pace delle Nazioni Unite dal Segretario Generale Kofi Annan, mentre nel 2001 l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha insignito il tenore del Nansen Award riconoscendogli il merito di aver aiutato a raccogliere fondi per l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati più di qualsiasi altro privato cittadino. Nel novembre dello stesso anno, il presidente Gorbaciov ha conferito a Pavarotti il World Social Award mentre un mese più tardi il Presidente americano lo ha insignito del Kennedy Center Honors Award.
Nel 2004, è stato premiato con la Medaglia Eisenhower e ha ricevuto la più alta onorificenza della comunità italiana degli Stati Uniti: l’inclusione nella Hall of Fame italiana dalla NIAF (National Italian American Foundation). Il 4 settembre 2007, il ministro italiano della Cultura ha attribuito a Pavarotti il “Premio Eccellenza nella Cultura” per il suo enorme contributo alla diffusione della cultura e arte italiana nel mondo.
Nel marzo del 2004, Luciano Pavarotti si è esibito per l’ultima volta in un ruolo d’opera al Metropolitan Opera House di New York; la sua ultima performance live, di fronte ad una platea sconfinata, avvenne in occasione della Cerimonia d’Apertura delle Olimpiadi Invernali di Torino, 2006.
Il Maestro Luciano Pavarotti è morto nella sua casa di Modena il 6 settembre 2007.