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Mostra espositiva L’uomo che emozionò il mondo | Vittoriano Complesso del Vittoriano, Roma


Mostra espositiva L’uomo che emozionò il mondo | Vittoriano Complesso del Vittoriano, Roma

A un anno dalla scomparsa, avvenuta il 6 Settembre 2007, è stata allestita all’interno del Complesso del Vittoriano a Roma la mostra espositiva sul tenore modenese che, come recita il sottotitolo, ha emozionato il mondo.

“L’idea è nata con l’intento di raccontare i due aspetti di Luciano: un artista e un uomo che ha saputo emozionare il mondo, dagli spettatori più giovani ai potenti della terra – ricorda Nicoletta Mantovani – con la forza della sua semplicità. Perché il segreto del suo carisma, era quello di avere certo uno straordinario talento, ma di essere anche una persona semplice. Non ha mai pensato di essere il migliore”.

La mostra ha tentato di sintetizzare oltre quarant’anni di una inimitabile carriera, restituendo anche l’immagine di un Pavarotti più inedito e privato, con la sua passione per i cavalli e quella per tele e tavolozze, testimoniata da ventinove quadri da lui realizzati. Esposti anche copertine di dischi, locandine, CD, premi e riconoscimenti ricevuti in tutte le parti del mondo. Tante anche lettere e biglietti inviati a Pavarotti da Lady Diana come da Frank Sinatra, da Bono e da Kofi Annan e tanti altri. In mostra anche i suoi cappelli, i foulard e un’agendina su cui annotava tutto. Ci sono il suo frac e la sua coloratissima camicia rossa a fiori, “perché Luciano amava i colori brillanti e detestava il nero, il grigio e il marrone”.

C’erano i costumi inviati dal Covent Garden di Londra come dalla Scala di Milano, dal Metropolitan di New York come dal Maggio Musicale Fiorentino e dall’Opera di Roma: quello di Tosca, dei Capuleti e Montecchi, dell’ Elisir d’amore, del Rigoletto, della Turandot, dei Lombardi alla prima crociata. Tantissime anche le foto, del Pavarotti giovanissimo che ancora si dedica principalmente al calcio, e nel 1952, posa fiero con i ‘Campioni giovanili’, e quello che non dimentica i più deboli e sfortunati e, coinvolgendo anche tanti illustri colleghi, si impegna per cause umanitarie.

Ma nella mostra del Vittoriano si è potuta ritrovare, soprattutto, la sua inconfondibile voce, che ha risuonato sempre potente ed emozionante, mentre su un grande schermo tornavano le immagini di spettacoli e concerti, di fronte a folle immense, formidabile ambasciatore dell’Italia nel mondo.

A un anno dalla scomparsa, avvenuta il 6 Settembre 2007, è stata allestita all’interno del Complesso del Vittoriano a Roma la mostra espositiva sul tenore modenese che, come recita il sottotitolo, ha emozionato il mondo.

L’idea è nata con l’intento di raccontare i due aspetti di Luciano: un artista e un uomo che ha saputo emozionare il mondo, dagli spettatori più giovani ai potenti della terra – ricorda Nicoletta Mantovani – con la forza della sua semplicità. Perché il segreto del suo carisma, era quello di avere certo uno straordinario talento, ma di essere anche una persona semplice. Non ha mai pensato di essere il migliore“.

La mostra ha tentato di sintetizzare oltre quarant’anni di una inimitabile carriera, restituendo anche l’immagine di un Pavarotti più inedito e privato, con la sua passione per i cavalli e quella per tele e tavolozze, testimoniata da ventinove quadri da lui realizzati. Esposti anche copertine di dischi, locandine, CD, premi e riconoscimenti ricevuti in tutte le parti del mondo. Tante anche lettere e biglietti inviati a Pavarotti da Lady Diana come da Frank Sinatra, da Bono e da Kofi Annan e tanti altri. In mostra anche i suoi cappelli, i foulard e un’agendina su cui annotava tutto. Ci sono il suo frac e la sua coloratissima camicia rossa a fiori, “perché Luciano amava i colori brillanti e detestava il nero, il grigio e il marrone“.

C’erano i costumi inviati dal Covent Garden di Londra come dalla Scala di Milano, dal Metropolitan di New York come dal Maggio Musicale Fiorentino e dall’Opera di Roma: quello di Tosca, dei Capuleti e Montecchi, dell’ Elisir d’amore, del Rigoletto, della Turandot, dei Lombardi alla prima crociata. Tantissime anche le foto, del Pavarotti giovanissimo che ancora si dedica principalmente al calcio, e nel 1952, posa fiero con i ‘Campioni giovanili’, e quello che non dimentica i più deboli e sfortunati e, coinvolgendo anche tanti illustri colleghi, si impegna per cause umanitarie.

Ma nella mostra del Vittoriano si è potuta ritrovare, soprattutto, la sua inconfondibile voce, che ha risuonato sempre potente ed emozionante, mentre su un grande schermo tornavano le immagini di spettacoli e concerti, di fronte a folle immense, formidabile ambasciatore dell’Italia nel mondo.

 

Le immagini della galleria fotografica sono di © Gianluca Naphtalina Camporesi per la Fondazione Luciano Pavarotti.
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È stato portato alla nostra attenzione che una signora sostiene di essere nipote del Maestro Pavarotti quando in realtà non lo è.
In talune circostanze, tale persona ha presumibilmente sfruttato questo falso legame per ottenere denaro e benefici.

Se avete dubbi e desideriate verificare se certi individui siano effettivamente affiliati alla famiglia o alla fondazione Pavarotti, non esitate a contattarci scrivendo a: info@lucianopavarottifoundation.com